In genere posso bullarmi di avere un intuito abbastanza buono per i film e raramente mi sbaglio sulla prima impressione (o magari più che intuito è semplice culo). Quando ho visto il trailer di Sin City ho pensato: “o è una cagata pazzesca (fantozzianamente parlando, è chiaro) oppure è un figata assurda”. La seconda che hai detto, per fortuna.
Al di là del fatto che la storia possa o meno piacere (è così estremamente e gratuitamente violento da dare persino fastidio all’inizio), è di sicuro uno dei film più innovativi e creativi degli ultimi anni. Miscela in modo incredibile le tecniche digitali con un uso magistrale del bianco/nero e soprattutto del colore (anzi delle macchie di colore) e riesce a rendere alla perfezione il mondo di china creato da Frank Miller (il Maestro che ha resuscitato Batman, mica cazzi), a dare l’impressione del fumetto senza diventare un cartone animato. La trama è così fedele all’originale che i fumetti possono quasi essere considerati la storyboard del film (l’unica dolorosa assenza: il topless di Jessica Alba, sigh sigh!) e per chi ama il tratto e il disegno di Miller è una vera goduria per gli occhi.
Con un cast d’eccezione per le mani, tra cui meritano una citazione speciale un redivivo Mickey Rourke, un inquietante Elijah Wood e una Jessica Alba così bella da far svenire, Rodriguez (con lo zampino di Tarantino, bizzarramente accreditato come special guest director) si sbizzarisce a intrecciare tre delle storie di Miller (The Hard Goodbye, The Big Fat Kill, That Yellow Bastard più una citazione da The Customer is Always Right). Un mondo perduto di killer e prostitute, poliziotti corrotti, potenti e ricchi psicopatici, spogliarelliste e maniaci, perchè se svolti l’angolo giusto a Sin City puoi trovare di tutto. Una Città del Peccato dove tutti sono “cattivi”, soprattutto i “buoni”, e dove non esiste speranza o possibilità di perdono. E dove il riscatto può passare improbabilmente attraverso una puttana che ha l’odore che dovrebbero avere gli angeli e per cui valga la pena morire, per cui valga la pena uccidere, per cui valga la pena andare all’inferno.
Amen.
An old man dies. A young girl lives. Fair trade.
Tags: 2005, Bruce Willis, Frank Miller, Jessica Alba, Mickey Rourke, Robert Rodriguez, Rosario Dawson
Non so come mai l’ho visto solo ora. Mea Culpa.
Veramente un bel film. Anzi, un fumetto. Ma non un cartone animato, come hai giustamente detto nel tuo post. Sincermente Frank Miller non lo conosco, ma il lavoro è ottimo. Mi ricorda certi fumetti noir che m’è capitato di vedere su vecchi numeri di LancioStory…
Eccezionale il personaggio di MickeyRourke (irriconoscibile), ancor di più quello di Bruce Willis.Eroici. Anzi, Eroici Antieroi.
Personaggi, ca va sans dir, da fumetto.
Ma non voglio dilungarmi troppo, sennò faccio il commento più lungo del post!
mentre vedevo il film ho preso 2 appunti sintetici, e chiudo con quelli: il primo è riferito all’uso dell’abuso della violenza, il secondo all’aspetto prettamente visivo.
CATARTICO;
IMPATTO VISIVO MERAVIGLIOSO.
ps: “se si tratta di rassicurare una 19enne traumatizzata, io sono come un paralitico che opera al cervello con una chiave inglese”