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Batman Begins

July 14th, 2005 by

Batman è un personaggio di cui potrei discutere per ore. Ma cercherò di limitarmi. Tanto per cominciare, non esistono due interpretazioni uguali dell’uomo-pipistrello che è passato con sconvolgente facilità da violento giustiziere della notte a rassicurante supereroe per famiglie, da surreale fumettone pseudo-fantascientifico a icona televisiva pop, per tornare poi alle sue origini di vigilante gotico e infine approdare al Cavaliere Oscuro di Frank Miller. Inutile dire che, per il sottoscritto, Batman è e sarà sempre l’eroe solitario tenebroso, cupo e vendicativo. Tanto ossessionato dai suoi traumi e dalle sue paure da doverli nascondere dietro una maschera.

Perciò la prima cosa positiva di Batman Begins è la scomparsa di Robin e della visione paternalistico-edipica del Batman di Joel Schumacher. Qua si torna alle origini. Letteralmente. A cominciare dal bellissimo logo in metallo grezzo. E qua inizia il bello perchè all’inizio di tutto c’è una questione cruciale per ogni giustiziere che si rispetti. Sì perché è una bella cosa dire di lottare per la giustizia, ma la giustizia è un concetto astratto e tutto sommato relativo. Ciò che fa di una persona un criminale è la legge, ma se ti metti al di sopra della legge, come puoi distinguere l’onesto dal delinquente? Inoltre la legge può essere sbagliata o imperfetta o, a sua volta, ingiusta. Violare una legge sbagliata è da criminali o da eroi? Il paradosso del supereroe poteva essere affrontato solo da un personaggio ambiguo come Batman, uno che è più un vendicatore che un giustiziere. Infatti The Bat Man non combatte per la giustizia, combatte contro i demoni (suoi prima ancora che nostri) e le fobie individuali e collettive di una società malata. E qui la scelta del cattivo e delle sue armi cade a pennello.

Però.
Katie Holmes. Quando faceva la teenager stronza e capricciosa era adorabile, ma come assistente procuratore distrettuale è credibile almeno quanto Bruce Willis nelle vesti di una ballerina classica. E non è neppure lontanamente vicina alle donne fatali attratte dalla complicata e schizofrenica personalità di Batman. Anche considerando che si tratta di un Batman giovane e immaturo proprio non riesco a vederlo dietro una ragazzina, qualcuno gli faccia incontrare una Donna!
Christian Bale se la cava abbastanza bene, ma certo non è aiutato dalla presenza di un gigante come Michael Caine che, nella parte del mitico Alfred, gli ruba la scena anche quando non c’è.
Di questi tempi, è apprezzabile il ricorso minimo alla computer graphics, ma perchè rinunciare alle atmosfere gotiche tradizionali? E sostituire la batmobile con un specie di super Hummer corazzato con gli steroidi? (Sulla batmobile c’è un retroscena divertente. Apparentemente mentre giravano per le strade di Chicago è stata tamponata da un’altra macchina. L’autista, ubriaco, avrebbe detto di esserci andato addosso apposta credendo si trattasse di una astronave aliena!?). In una moderna metropoli uno che va in giro vestito da pipistrello è matto. A Gotham City è quasi normale. Così si sputtana tutta l’atmosfera del film senza un valido motivo. Un pò troppo lungo, soprattutto nel finale, ma ad ogni modo bentornato Cavaliere della Notte!

Curiosità: qualcuno si è divertito a calcolare quanto costerebbe diventare Batman. Siccome quasi tutta la tecnologia usata da Batman è commercialmente disponibile basterebbero appena un paio di milioni di dollari. Ma il patrimonio di Bruce Wayne è stimato a circa 6.3 miliardi di dollari, il che lo farebbe il 28esimo uomo più ricco d’America, subito dietro Rupert Murdoch. Questo spiega probabilmente perchè Bruce Wayne attira gnocca come una calamita.

Bats frighten me. It’s time my enemies share my dread.

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