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Star Trek: Nemesis

August 11th, 2005 by

Diciamo la verità. I film di Star Trek hanno spesso un senso e una ragione di esistere solo per i fan. Tanto per cominciare sono generalmente film a basso budget e (anche per questo) un pò raffazzonati, cosa che i fan sono disposti a perdonare in cambio di una megapuntata della serie. E poi perchè spesso risultano difficilmente conprensibili a chi non è dentro l’universo Trek. Cionostante negli ultimi tempi ci si sono messi un pò più d’impegno e i film relativi a The Next Generation si rivolgono anche a un’audience più ampia. Nemesis, quarto e ultimo della serie, fa un particolare sforzo in questo senso. Forse perchè è il film che chiude un ciclo e si voleva finire in bellezza.

Come sempre Star Trek non si fa pregare quando si tratta di affrontare le questioni di attualità più scottanti. Questa volta è prende di petto la clonazione, con tutti i problemi che si porta dietro (coscienza, individualità, libero arbitrio, conflitto tra genetica e ambiente) e riprendendo lungo la via la questione centrale interpretata dall’androide Data per tutta la serie The Next Generation: cosa rende umano un essere umano.
E’ molto curioso per un appassionato di fantascienza assistere oggi a dotti quanto insensati dibattiti sugli aspetti più controversi della scienza moderna. Se solo giornalisti, filosofi, teologi e altre simili categorie di inutili persone si degnassero di scendere dal loro pulpito, scoprirebbero che la maggior parte di questi temi sono esplorati, eviscerati e dibattuti nella fantascienza da ben prima che venissero notati dai media (e spesso prima che la scienza stessa ne fosse consapevole) con molta più profondità e intelligenza di quanto loro potrebbero mai fare, anche se capissero gli argomenti di cui stanno parlando.

Dal punto di vista di un trekker, Nemesis segna in positivo il ritorno dei Romulani, con molti dettagli inediti, e l’apparizione dei Remani. In negativo, una serie di bestialità, prima fra tutte l’improbabile SUV con cui Picard, Data e Worf scorrazzano su Kolarus III e il sempre incomprensibile ruolo del consigliere Troi. Patrick Stewart e Brent Spiner nelle parti di Picard e Data sono grandissimi come sempre e si confermano come una delle coppie più affiatate del cinema. Ottimo anche Tom Hardy nella parte di Shinzon, uno dei cattivi più riusciti di tutto Star Trek. Primo Contatto resta secondo me il migliore dei film di The Next Generation, ma Nemesis viene buon secondo.
Però, accidenti. Dire addio all’Enterprise è dura.

You are me. The same noble Picard blood runs through our veins. Had you lived my life, you’d be doing exactly as I am… Look in the mirror and see yourself. Consider that, Captain… I can think of no greater torment for you.

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One Response to “Star Trek: Nemesis”

  1. […] science fiction, not westerns and detective stories. E aveva (ancora) ragione. Come già abbiamo notato la maggior parte dei dibattiti sui pericoli delle tecnologie più recenti (bio-, nano-, cyber-, […]