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Archive for October, 2005

The Interpreter

Sunday, October 30th, 2005 by

Con molta voglia di vedere questo, mi hanno trascinato a vedere quest’altro.
Un thriller politico ben costruito; senza essere un fino storico contemporaneo ritengo che la storia possa essere credibile.
Nicole Kidman si conferma all’altezza della fama, brava, molto brava nei panni dell’interprete che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato, cerca di trarne un vantaggio sul finale e rischia il guaio colossale. Nota inutile: spero che la Kidman abbia recuperato quei 7-8 kg persi per interpretare la spaventata Silvia Broome, perchè la ragazza è troppo magra!
Sean Penn, l’agente Tobin Keller, è come il vino: migliora invecchiando e non parlo da bionda, è diventato bravo o forse lo è sempre stato ma ora gli fanno fare film degni di questa definizione. Un’interpretazione a tratti toccante, a tratti rude. Tutto quello che serve ad un eroe moderno.
Pollack ha potuto girare delle belle scene all’interno del palazzo dell’ONU, molte nella sala dell’assemblea generale. Uno strappo alla regola con permesso eccezionale di Kofi Annan, che da parte sua immagino abbia ringraziato per la bella figura che l’ONU rimedia nel film. Emozionante, in fondo la gente che siede su quelle poltroncine azzurre su moquette verde ha per le mani il destino di miliardi di persone.
La trama è ben costruita, con ritmo, pochi spari inutili, molti visi espressivi; pecca nella seconda parte, è come se girasse a vuoto su fatti che in fondo non incidono, morale: ci sono i soliti 10 minuti di pellicola di troppo.
Abile il regista: non ci fa quasi mai notare la differenza di altezza tra i due attori, buona l’idea studiata per la scena finale (che non vi anticipo, son buona).
Un piccolo rassicurante SPOILER: i due non finiscono tra le lenzuola, per un soffio evitiamo il finale scontato.

Silvia Broome to Secret Service Agent Keller: “I’ll be honest with you, I don’t know how honest I can be with you.

Il castello errante di Howl

Tuesday, October 18th, 2005 by

"Più si va avanti negli anni, meno ci si sente in imbarazzo a chiedere favori."

Che ci fa il cinico Yash al cinema a vedere un film di animazione per “bambini”? E che ne so io, mi ci hanno portato, approfittando anche di un ciclo di cineforum dedicato al maestro dell’animazione nipponica Hayao Miyakazi, non ho opposto molta resistenza. Premesso che sono abbastanza ignorante in materia di cinema di animazione (perchè non l’ho mai sopportata, e perchè tale campo è sempre stato dominato dalla Disney, che mai m’è piaciuta), l’ho visto perchè se conferiscono un leone d’oro alla carriera a qualcuno un motivo ci sarà..
Il motivo l’ho capito. Miyazaki è indubbiamente un genio; non ha freni di nessun tipo, ha la genialità di riempire la pellicola di idee stravaganti, personaggi incredibili, situazioni divertenti perfettamente inserite nel mondo di fantasia che egli crea. E di metterci anche un sacco di cuore e poesia.

Ambientato in un improbabile regno in bilico tra la magia del Medioevo e la scienza del XXI secolo, e sull’orlo di una guerra distruttiva col regno vicino (non vengono fatti nomi ma l’ambientazione è tipicamente europea), guerra che vede dispiegare le più potenti ed incredibili macchine volanti mai viste, supportate dalle più potenti magie, racconta la storia di una ragazza, Sophie, che lavora in una cappelleria, ma che un giorno incappa nella più classica delle maledizioni: un incontro con la Strega delle Lande la tramuta in una vecchia piena di acciacchi, e con l’aggiunta perfida di non poter parlare della maledizione con nessuno. Così Sophie parte da sola, verso i monti (forse le Alpi?), in valli sperdute, alla ricerca del potentissimo mago Howl, che viaggia in un particolarissimo castello semovente. Una volta giunta al castello troverà ospitalità accanto al mago, al suo giovanissimo apprendista ed a un simpaticissimo ma pericolosissimo demone del fuoco che sembra essere la chiave di tutte le magie contentute nel castello. Senza poter rivelare la sua vera natura, Sophie cercherà di rendersi utile fino al momento in cui Howl verrà chiamato dal Re, per combattere al suo fianco nella guerra, insieme ad altri potentissimi maghi.
La storia è sicuramente per bambini, ma è anche abbastanza complessa da prestarsi a più livelli di lettura, adattissima ad un pubblico adulto. Il film parla di guerra e pace, di rispetto umano, di vecchiaia e di morte, del male sotterraneo che striscia e che in qualsiasi momento di può impossessare di chiunque, e della debolezza dell’essere umano, che deve sempre combattere tra ciò che reputa essere un suo ideale, e quello che viene dettato dalle circostanze. Ed è proprio questa dualità dell’animo umano che combatte una costante lotta interiore per far prevalere il “buono” sul “cattivo” lo spunto di riflessione più geniale del film. Soprattutto quando “buono” e “cattivo” diventano concetti relativi: si può definire “cattiva” una violenta furia distruttiva, se mirata a far terminare una guerra ancora più violenta? Non è facile dare una risposta.

Le trovate di cui è cosparso il film sono geniali e riempino gli occhi, soprattutto le immense macchine volanti e il castello semovente, elementi che, da quel che mi dicono, sono una costante ossessione di quasi tutti i suoi film. Il tratto del disegno è abbastanza classico ed accurato, a tratti affascinante per la ricchezza di particolari delle scene corali. Un film che non ci si vergogna certo di avere visto, una volta usciti dalla sala, soprattutto se si a la fortuna di vederlo ad una proiezione serale, senza marmocchi tra le scatole, e lo si può gustare in tutte le sue sfumature..
Peccato solo che il finale sia troppo lungo, e che lasci comunque in sospeso molte questioni, senza chiuderle compiutamente. Sembra davvero che il flm si perda un po’ per strada, ma probabilmente l’intento è di lasciare che i dubbi ce li si risolva da sè, meditandoci su.

Una curiosità: in alcune scene appaiono degli scatoloni con delle scritte in italiano, “ciliegie”. Che il film sia ambientato in Italia?

Quel mostro di suocera

Sunday, October 16th, 2005 by

Il film è già stato presentato, abbiate pazienza se ci metto del mio solo ora.
Una commedia molto divertente, l’amica da me trascinata in sala alla fine non rimpiange di non avere potuto scegliere l’ennesimo Benigni/Braschi.
Risate garantite su un copione classico reso frizzante e attuale da un’eccezionale J.Fonda e da un’adorabile J.Lo.
Jane Fonda è perfetta, un talento intatto, anni di ginnastica le rendono merito, una fisicità che nasconde J.Lo in più scene. Un ritorno sulle scene da vera signora. Le sue crisi isteriche sono esilaranti, i vestiti deliziosi e la sua spalla, Wanda Sykes, bastarda il tanto che serve a renderla ancor più perfetta nel suo squilibrato personaggio.
J. Lopez mi piace sempre più come attrice che come cantante, ha la capacità, come C.Z.Jones, di cambiare espressione d’improvviso, restando credibile. Indiscutibilmente è la rivincita delle donne morbide, la scena in cui infilandosi un abito da cocktail di una taglia in meno sbotta con “Ecco, adesso ho due culi!” finisce nella lista delle citazioni memorabili.
Dimenticavo, nel film ci sarebbe perfino un uomo, Michael Vartan, decisamente carino, ma ci si dimentica di lui quasi subito, la scena è tutta delle signore e come spesso accade anche nella realtà l’uomo ci fa la figura dell’ultimo che sa le cose o che non le sa per niente.

Questo film infine ha alimentato due personali antipatie: la prima è quella nei confronti del matrimonio, del mio intendo, la seconda è quella nei confronti di chi porta al cinema i figli piccoli che non capiscono le battute sul “boschetto” di J. Lo… come si fa?

“L’unico momento in cui un uomo si concentra è quando ha un’erezione!”

Pirates of the Caribbean: The Curse of the Black Pearl

Monday, October 3rd, 2005 by

Noi donne non sappiamo resistere a certe tentazioni, la commedia di cappa e spada con pirati, cattivi vestiti troppo bene o troppo male e donzelle da salvare è una di queste nostre inspiegabili passioni.
Il film è una commeda disneyana che Yash e Rob probabilmente non avranno visto, e che io sono stata trascinanta a vedere(su dvd), con poca fatica invero, in previsione dell’uscita del secondo e poi terzo episodio, cui non potrò mancare.
Ammetto senza pudore che il film è godibilissimo, molto più ironico di quanto sperassi e con due attori che è impossibile non apprezzare: J.Depp e O.Bloom.
Gli uomini con cui condivido questo spazio hanno dei dubbi sulla virilità dei suddetti, lo so; la conferma che questa è solo un’illazione velenosa viene dal film.
L’entrata in scena dei nostri eroi è notevole: romantica nel caso di W. Turner (O.Bloom), esilarante per il Capitano Sparrow (J.Depp). Ho un’amica che usa vedere e rivedere questa scena come antidepressivo.
Pare che Depp abbia potuto costruire liberamente il suo personaggio, si vede, la gestualità e le espressioni sono geniali, dimostrano ancora una volta che la sua bravura supera il suo fascino malandrino.
Bloom nel frattempo si sta specializzando in duelli con la spada dopo averci dimostrato come maneggia l’arco nel ISDA. Una buona spalla per Depp. Li aspetto al varco difficile del secondo episodio.
Perfetto per una serata divano+popcorn. Trama piuttosto classica con qualche buona idea nuova, costumi perfetti, battute sagaci, quel tanto di classica presa in giro verso i “perfetti” britannici che non guasta mai e un po’ di brividi alla Goonies (se avete meno di 8 anni mentali, chiaro).
Ve lo consiglio, se non altro le vostre ragazze vi adoreranno.

Elizabeth: Dunque è questo il segreto? la grande avventura del famoso Jack Sparrow? Hai passato tre giorni sdraiato sulla spiaggia a tracannare rum!
Jack Sparrow: Benvenuta ai Caraibi, tesoro!

Precisazione: mi piace mettere il titolo originale del film perchè non finirò mai di combattere contro la perpetuata oscena mania italica di sbagliare la traduzione dei titoli. Perchè lo fanno?