Sto per dire, o meglio ripetere, un’ovvietà totale: Tarantino é un genio! Scusate ma dopo una minimaratona fatta dei Volumi 1 e 2 di Kill Bill che altro potevo dire?
Come sempre in questo film, sì lo so sono due ma se non lo avete già visto al cinema separatamente io consiglio di vederli in sequenza, tutto rende meglio. E’ un’unico film e così va visto. Dicevo? ah sì, che come sempre da questo film si capisce, di nuovo, l’immensa cultura cinematografica di Tarantino, c’è probabilmente una citazione per tutto quanto, dai film classici giapponesi ai western finendo nei manga. Sì, c’é anche uno spezzone di fumetto manga dentro, c’é ed é perfetto perché racconta una storia nella storia, una storia crudele di formazione.
C’é una scena d’inverno, sotto la neve, in un giardino giapponese che sembra girata dentro una di quelle palle di vetro che se le girate scende la neve, un combattimento di per sè lento reso un ballo scatenato all’ultimo colpo con un flamenco di sottofondo che tiene sospesi dentro quella palla di vetro quasi natalizia.
Degli attori posso solo dire che Uma Thurman è the Bride, si vede subito che il personaggio le é stato disegnato addosso da Tarantino e da lei stessa. Il regista ha infatti sempre ammesso di non poter accettare nessun altro per il ruolo principale, per girare il film ha aspettato la Thurman, incinta quando Tarantino voleva iniziare le riprese, e ha poi disegnato con lei il personaggio. Un killer.
La storia la sapete e il titolo di per sè racconta tutto quello che c’é da sapere senza avere spoiler: una sposa deve avere la sua vendetta e uccidere Bill. Come si dedica a questa missione e soprattutto come Tarantino ce lo racconta é qualcosa che non si può descrivere é Cinema, è il motivo per cui si paga il biglietto, il motivo per cui alla fine del film si passano ore a spulciare citazioni, dettagli e non si smette per giorni. O forse siamo noi due ad essere anormali, lo so.
Una sola cosa ancora sento di voler dire, ci sono mille e mille inquadrature in questo film che sono perfette, sono scatti fotografici che incantano, sono scene studiate al millimetro, sono dettagli che, insieme a tutto il resto, fanno di Tarantino un genio. Non ho contato le volte in cui avrei voluto fermare il dvd per gustarmi la luce di un’inquadratura, troppe.
Quello che definirei un capolavoro. Troppo violento e splatter? come sempre é così violento ed esplicito che non fa più paura, tranne forse una scena claustrofobica. Poi ricordatelo: nei film di Tarantino ci sono sempre battute e scene di un’ironia tale per cui anche in mezzo a tutta la violenza la risata scappa sincera.
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Kill Bill Vol. 1 e Vol.2
Monday, October 18th, 2010 by ginC’e’ nessuno in casa?
Wednesday, October 13th, 2010 by gin25 anni fa uscita un film icona per gli attuali trentenni. Il primo e miglior film di una trilogia divertente, leggera, zeppa di frasi e situazioni che sono rimaste impresse nella memoria di tutti.
Chi aveva mai sentito parlare della DeLorean prima? come riuscire a non cantichiare “The power of love” quando capita per radio? Vogliamo poi parlare del piumino senza maniche di Marty McFly? un must!
Noi andiamo a rivederlo, al cinema, in lingua originale. Perche’? perche’ si puo’! Cercheremo soltanto di non ralizzare quanto questi suoi 25 anni ci facciano diventare vecchi d’un colpo.
Marty McFly: Wait a minute, Doc. Ah… Are you telling me that you built a time machine… out of a DeLorean?
Dr. Emmett Brown: The way I see it, if you’re gonna build a time machine into a car, why not do it with some style?
Vertigo
Monday, July 5th, 2010 by ginCon colpevole ritardo ma avendo forse acquisito la maturita’ mentale per apprezzare fino in fondo, sto gustando alcuni grandi classici del cinema, per fare un’esempio banale: Hitchcock. Che mi piacesse lo sapevo gia’ ma dopo aver visto recentemente Mr & Mrs Smith, The trouble with Harry, ma sopprattutto Vertigo e La finestra sul cortile, ho stabilito che devo assolutamente vederli tutti.
Che si puo’ dire di Vertigo che non sia gia’ stato scritto altrove? poco, probabilmente niente.
L’unica riflessione che voglio lasciare per convincervi a vederlo, se vi mancasse, e’ che un film del 1958, che dura piu’ di due ore e’ capace di incantare e di tenere vivissima l’attenzione senza un solo minuto di noia, giocando con la tua testa, inchiodandoti con domande a cui non rispondera’, lasciandoti quindi la possibilita’ di usare il neurone. Altro che 3D e film con un finale “idiot proof” in cui niente e’ lasciato all’immaginazione o alla perspicacia dello spettatore.
Vertigo incanta anche con scorci di San Francisco che lasciano senza fiato, la bravura di uno che non aveva photoshop.
Vertigo fa paura senza una solo scena violenta, senza una goccia di sangue. Il grande mistero di come lavora il cervello umano.
Vertigo ha pochissimo personaggi, diciamo tre piu’ un fantasma e nessuno di loro predomina in un’equilibrio perfetto di ruoli. Nell’ultima mezz’ora c’e’ una palpabile tensione sessuale, ovviamente senza che venga mostrato un solo centimetro di pelle, solo usando il cervello.
Se tutto questo non e’ genio, cos’e'?
Scottie: You shouldn’t keep souvenirs of a killing. You shouldn’t have been that sentimental.
Robin Hood
Thursday, June 10th, 2010 by ginPartiamo da una premessa: se un film prevede la presenza di Russell Crowe portatemi al cinema e lasciatemi lì. Non é solo un fatto ormonale, non é nemmeno colpa de Il gladiatore, é che proprio mi piace, non ricordo un film da lui interpretato che non mi sia piaciuto. Detto questo per pulirmi la coscienza procedo.
Il film a me é piaciuto, é un film fatto per piacere a molti, forse a troppi, ma me lo sono goduto.
L’idea alla base é quella di dare una spiegazione alla nascita della leggenda di Robin Hood. L’avessero chiamato “Nottingham” come pare fosse previsto sarebbe stato meglio, avremmo avuto meno collegamenti con la figura classica di Robin, meno strafalcioni storici e meno confusione. Alla fine del film mi sono sentita chiedere: “Ma Robin Hood non é esistito davvero?!” Oh signur!
Lo script originale in verità era centrato sulla figura dello sceriffo di Nottingham, immagino senza fatica le motivazioni del cambio radicale di script e soggetto …
Comunque la storia é gradevole, certamente lontana dai classici Robin melensi e romantici, molta più azione, molto energico, forse troppe battaglie ma la scelta degli attori principali salva il tutto. Luci e colori incantevoli.
Per una volta ci viene risparmiata la sequenza: “telecamera che segue il percorso della freccia fino al bersaglio“, dandoci invece una visione opposta. Magari non originalissimo ma le riprese di dettaglio sono splendide, forse sono io che ho un debole per le “macro”.
Inutile negare che alcuni passaggi fanno venire in mente Il gladiatore, e non é colpa di Crowe, immancabile la simbolica e ormai svendutissima scena del grano, qui in versione inglese, ce la potevano risparmiare.
Però ci sono cose che fanno perdonare le inesattezze storiche e le faccende come il grano, Lady Marion, una meravigliosa Blanchett, per fortuna e finalmente é un personaggio verosimile. Rimasta sola a governare i possedimenti del marito impegnato nelle crociate con Riccardo cuor di leone, si sporca tra i campi, si veste semplicemente, fatica e suda, con dignità, poi si lava i piedi infangati in una bacinella prima di entrare nel “castello”. I castelli appunto, finalmente sono castelli reali, mediamente sporchi, paglia per terra, cani ovunque, fuochi sempre accesi, pochissimi fronzoli. Fra Tuck che alleva api per ricavare un’alcolico dal miele é meraviglioso. Prince John insopportabile, perfetto, chi ha visto Ipazia riconoscerà l’attore, le parti da cattivo non acutissimo ma maleffico gli vengono bene.
La storia ha una sorta di lieto fine, peccato che la battaglia finale sia un po’ una schifezza, per l’arrivo di un’improbabile “cavaliere mascherato”, indovinate un po’ chi è? e poi i mezzi da sbarco dei francesi che drammaticamente sembrano i mezzi del D-day in Normandia, ma a remi. Diciamo non proprio una chiusura memorabile, ma ci dovevano mettere il bacio e l’eroe che salva la patria.
Morale: titolo sbagliato, divertente e muscolare, non un capolavoro per cinefili, se siete in vena di azione e costumi vedetelo.
Trivia: in una delle scene iniziali c’é una citazione da “A beautiful mind”, non so se voluta o casuale, comunque divertente.
Prince John: [sarcastically] Would every man have a castle?
Robin Longstride: In England, every man’s home *is* his castle.
Quotidiano
Sunday, June 6th, 2010 by ginDurante l’ennesima puntata di Friends, riconoscendo una confezione di pasta DeCecco sugli scaffali della cucina di Monica, riflettevo sugli oggetti che vediamo nei film, le cose che circondano la storia, i dettagli che rendono credibile il racconto.
Oggi ho trovato questa notizia, coincidenze.
Lo stesso giornale, la stessa pagina di giornale, é stata avvistata in parecchie diverse serie tv e film, buffo e strano ma con una spiegazione logica. Il giornale é probabilmente fornito da una ditta specializzata in forniture per set cinematografici e la motivazione pratica per cui viene scelto invece di pescare a caso un quotidiano “vero” sono i diritti d’autore che dovrebbero esser corrisposti per l’uso di un giornale autentico. Poi é facile che il tutto sia diventato una specie di Easter egg, una gag tra addetti ai lavori.
Nell’articolo ho scoperto anche cos’é il “Wilhelm scream”, non che sia fondamentale per la vita umana, ma per la vita dei cinefili é almeno divertente.