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un’altro che se na va…

Tuesday, November 30th, 2010 by

Non so che dire: quest’anno è un’ecatombe e pare che quasi tutto quello che ho scritto su questo blog siano stati necrologi.
Ieri, Leslie Nielsen, uno che mi ha fatto ridere fino alle lacrime e questa è la cosa più bella che si può fare a qualcuno.
Oggi, Monicelli, di cui posso solo dire che è stato un grande, un vecchio bastardo cinico e rude come solo certi grandi toscani sanno essere.

Prometto che prima della fine dell’anno scrivo anche qualcosa che non sia un elogio funebre, ma c’è una cosa più personale che vorrei dire. Sia Dennis Hopper che Monicelli sono morti di cancro alla prostata, la solita bestia stronza. Uno è stato così aperto nel suo supporto e uso della marijuana per alleviare il dolore ai malati terminali, da finire nei guai con la legge e la ex-moglie. L’altro si è suicidato, presumibilmente per risparmiarsi una lunga agonia, che in un paese molliccio e bigotto sarebbe diventata il solito melodramma pubblico. Casualmente colpiti dalla stessa malattia, mi piace pensare che si siano trovati compagni nella lotta per il diritto a essere malati e a morire con dignità e senza sofferenza.
E che abbiano insieme alzato un gran dito medio a chi vorrebbe imporre a tutti la propria rivoltante cultura della vita morte e del dolore.

Come vorrei che venisse fuori un funeralone da fargli prendere un colpo a tutti e due quelli lì: e migliaia di persone, tutte a piangere, e corone, telegrammi, bande, bandiere, puttane, militari…

Dino

Thursday, November 11th, 2010 by

Oggi, qualche ora fa, è morto Dino De Laurentiis. E’ stato un grandissimo produttore e uno dei pochissimi italiani che e’ riuscito a uscire dal suo piccolo angolino provinciale e affermarsi nella giungla di Hollywood. Vale la pena raccontare brevemente la storia, perchè è così che il cinema italiano è morto.

Tra il 1950 e il 1972 Cinecittà è stata la succursale europea di Hollywood. Grazie alla legge Andreotti, le co-produzioni italo-straniere potevano usufruire di incentivi statali, attirando un mare di soldi dall’America e dall’Europa. Roma era il centro della Dolce Vita (appunto) e Ava Gardner faceva girare tutte le teste di via Veneto e i capricci di Liz Taylor riempivano i giornali nazionali; era l’epoca di Ben Hur, Cleopatra e tanti altri colossal che hanno fatto storia.
Poi, nel 1972, in uno di quegli atti miopi e supremamente imbecilli in cui la classe politica italiana è specializzata, il Parlamento passava la nuova legge sui sussidi cinematografici, riservandoli alle produzioni 100% italiane. I produttori stranieri fecero le valigie e con loro i migliori tra gli italiani, come De Laurentiis e Ponti. E salvo poche occasionali fiammate di ritorno, di Cinecittà non rimane che l’ombra. E non c’è molto altro da dire tranne che questo:

Il problema dei registi italiani è che vogliono fare i film con un occhio alla critica. Noi però siamo show-man e dobbiamo fare film solo per il pubblico.

(Dino, accentando il Leone d’Oro alla carriera nel 2003)

De Laurentiis ha prodotto alcune della cose più belle del cinema degli ultimi 60 anni: Rosselini e Fellini, Monicelli e Steno, De Sica (padre, ovviamente) e Comencini (padre, ovviamente) e poi John Huston, Lumet, Pollack, Lynch… la lista è lunghissima e include immensi capolavori (Serpico) così come terrificanti schifezze (Dune di Lynch). Per non dimenticare il leggendario Barbarella.
Tra tutte queste produzioni, e visto che oggi è proprio l’11 Novembre, vorrei ricordare in particolare La Grande Guerra di Monicelli, una spietata satira agrodolce della guerra e del carattere nazionale:

Due parole sul Leone

Tuesday, September 14th, 2010 by

Dunque fatemi capire un pò bene sta cosa: nel paese con i più grossi problemi di conflitti d’interessi dell’emisfero occidentale, dove nepotismo e familismo sono una piaga sociale da far concorrenza alla mafia, nell’industria nazionale più incestuosa, dove se non sei “figlio di X”, “cugino di Y” o perlomeno “conoscente della prozia suora della mamma di Z” non avrai mai nemmeno la speranza di poter vuotare i cestini dell’umido… hanno la faccia di tolla di rompere il cazzo a uno che potrebbe aver favorito un’ex trombamica e un compagno di merende?
E dico potrebbe perchè, anche se fosse vero, dovete prima dimostrare che ci fosse davvero un’alternativa. E no, premiare i vostri amici invece dei suoi, non è un’alternativa.

Cari signori cineasti (ehm…) italiani, fatevene una ragione: siete dei parassiti ignoranti, incompetenti, piccini e invidiosi. Adesso invece di mettervi lì a fare le analisi, i dibattiti (il dibattito, porco mondo, il dibattito!!!!), le dotte considerazioni e le pippe varie da intellettuale per vedere se si riesce a estorcere qualche euro al Ministero perchè non andate a lavorare? Possibilmente nei campi di patate?

Dice Salvatores:

Io sono uscito dalla Balada Triste de Trompeta di Alex de la Iglesia, che ha vinto il premio della regia, con una gran voglia di tornare a fare cinema.

Ecco, bravo. E visto che quando vuoi ne sei capace, fallo, senza tante menate.
Che ormai qua ci rimane solo Tinto Brass.

UPDATE: il minus-habens che che fa il ministro della “Cultura” nel presente governo non intende lasciare perdere la questione. Secondo questo povero demente (ma quanto aveva ragione Lombroso?!):

Tarantino è espressione di una cultura elitaria, relativista e snobistica

Ora. Non ho bisogno io di difendere Tarantino, nè di sottolineare che, a prescindere dal fatto che il suo lavoro piaccia o meno, è uno che di cinema sa più di ogni altro individuo su questo pianeta. Ma mettersi a sostenere che l’autore più pop del mondo, uno che ha fatto la sua carriera sul pulp e sui B-movies sia uno snob elitario può solo indicare che hai un Q.I. a una cifra. Se poi sei responsabile della Cultura in un paese che ha il clima culturale più accademico, borioso, asfittico e snob di tutta Europa… ma va a spalare mine in Angola, brutto coglione!

Notizie brutte e belle

Wednesday, June 2nd, 2010 by

In colpevole ritardo, salutiamo un gigante che se n’è putroppo andato, dopo una dolorosa e lunga lotta. Addio, Dennis.

In unrelated news, e su un tono più lieto, un altro grande è stato oggi onorato come si conviene.

UPDATE: ma anche Arnold??? :-(

Goodbye, Mr. Phelps

Monday, March 15th, 2010 by

Your mission, should you decide to accept it, is to [...]