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Archive for the ‘but make me the pleasure’ Category

Remake!

Wednesday, April 20th, 2011 by

Mi rendo conto che ai 3 uomini scriventi e leggenti questo blog non interessera’ ma ho appena fatto una scoperta sconvolgente.
Ad ottobre uscira’ il remake di Footloose.
Rileggete.
Lo so, lo so, il film non e’ certo un capolavoro di Tarantino, ma ci vogliono anche i filmetti d’evasione e Footloose resta un film icona degli ’80s. Walkman per ascoltare la musica, scaldamuscoli, i Police, la ribellione, le corse di trattori, la musica, la musica santo cielo!
Perche’ l’ennesimo terribile remake/adattamento di film/telefim anni 80? Nessuno ha piu’ idee o nessuno ha piu’ voglia di spendere tre soldi per pagare gli autori? e soprattutto che musica useranno come colonna sonora? paura, terrore, ribrezzo.
Fate un salto su IMDB e guardate la faccia del protagonista, no dai, per favore, ditemi che e’ uno scherzo.
Parlando di soldi facciamo un rapido confronto di cifre, sebbene stimate.
Budget dell’originale:$8,200,000.
Budget previsto per l’osceno remake: $30,000,000.
Che tristezza.

Rusty: He’s from out of town and don’t tell me that doesn’t curl your toes because I know it does.

Imdb Footloose 1984
Imbd Footloose 2011

Due parole sul Leone

Tuesday, September 14th, 2010 by

Dunque fatemi capire un pò bene sta cosa: nel paese con i più grossi problemi di conflitti d’interessi dell’emisfero occidentale, dove nepotismo e familismo sono una piaga sociale da far concorrenza alla mafia, nell’industria nazionale più incestuosa, dove se non sei “figlio di X”, “cugino di Y” o perlomeno “conoscente della prozia suora della mamma di Z” non avrai mai nemmeno la speranza di poter vuotare i cestini dell’umido… hanno la faccia di tolla di rompere il cazzo a uno che potrebbe aver favorito un’ex trombamica e un compagno di merende?
E dico potrebbe perchè, anche se fosse vero, dovete prima dimostrare che ci fosse davvero un’alternativa. E no, premiare i vostri amici invece dei suoi, non è un’alternativa.

Cari signori cineasti (ehm…) italiani, fatevene una ragione: siete dei parassiti ignoranti, incompetenti, piccini e invidiosi. Adesso invece di mettervi lì a fare le analisi, i dibattiti (il dibattito, porco mondo, il dibattito!!!!), le dotte considerazioni e le pippe varie da intellettuale per vedere se si riesce a estorcere qualche euro al Ministero perchè non andate a lavorare? Possibilmente nei campi di patate?

Dice Salvatores:

Io sono uscito dalla Balada Triste de Trompeta di Alex de la Iglesia, che ha vinto il premio della regia, con una gran voglia di tornare a fare cinema.

Ecco, bravo. E visto che quando vuoi ne sei capace, fallo, senza tante menate.
Che ormai qua ci rimane solo Tinto Brass.

UPDATE: il minus-habens che che fa il ministro della “Cultura” nel presente governo non intende lasciare perdere la questione. Secondo questo povero demente (ma quanto aveva ragione Lombroso?!):

Tarantino è espressione di una cultura elitaria, relativista e snobistica

Ora. Non ho bisogno io di difendere Tarantino, nè di sottolineare che, a prescindere dal fatto che il suo lavoro piaccia o meno, è uno che di cinema sa più di ogni altro individuo su questo pianeta. Ma mettersi a sostenere che l’autore più pop del mondo, uno che ha fatto la sua carriera sul pulp e sui B-movies sia uno snob elitario può solo indicare che hai un Q.I. a una cifra. Se poi sei responsabile della Cultura in un paese che ha il clima culturale più accademico, borioso, asfittico e snob di tutta Europa… ma va a spalare mine in Angola, brutto coglione!

La città verrà distrutta all’alba

Sunday, May 9th, 2010 by

Onestamente non c’è nulla in questo film che faccia gridare al capolavoro (non la recitazione dei protagonisti, nè gli effetti speciali, nè tantomeno i dialoghi piuttosto scontati). D’altro canto, però, c’è da dire che non era facile tirare fuori qualcosa di nuovo dal filone già riccamente sfruttato (“l’ombra dello scorpione”, “virus letale”, “28 giorni dopo”, “io sono leggenda” , giusto per dire i primi che mi vengono in mente) dell’epidemia distruttiva.
In questo caso, però, non è tutto il mondo ad essere infettato, ma solo (forse) la cittadina di Ogden Marsh. Di conseguenza, come dice il titolo, la città deve essere messa in quarantena, ed eventualmente…sistemata in maniera radicale.
Se raccontassi altro circa la trama, rischierei di spoilerare troppo, ma credo non sia nemmeno difficile intuire cosa possa succedere. E se dico “Esercito”, l’ossatura del film si compone da sola, vero? E così come telai simili possono sostenere carrozzerie diverse, lo stesso vale per questo film: città infetta, interviene l’esercito…chissà che piega prenderà mai la situazione…
In tutto questo comunque c’è spazio anche per qualche citazione classica (l’arma del delitto che striscia su pavimento e/o parete, lasciando la sua scia di sangue), qualche trovata degna di nota (che non racconto per non bruciare la suspance a chi di voi magari guarderà questo film), e qualche goccia di miele (non so a voi, ma a me il buonismo holliwoodiano ha un po’ sfasciato gli zebedei).
Infine, leggo tra i produttori anche il nome di George Romero. Da un lato la sua firma in calce all’opera spiega molte cose…dall’altro, fa un po’ triste vederlo copiare da sè stesso, e copiare in maniera così approssimativa.
Ah, scopro ora, a cose fatte, che mai giudizio fu più appropriato: questo film è un remake dell’omonimo del ’73 diretto dallo stesso Romero.

Insomma, il giudizio finale al film è una sufficienza presa per il rotto della cuffia, diciamo che è un buon film da vedere senza impegno la domenica sera, giusto per chiudere in relax il weekend e tenere lontana l’idea che domani sarà lunedì.

Ah, piccola nota per il titolo: quello che da noi è “La Città verrà distrutta all’alba”, nella sua versione originale si chiama “The Crazies”. Ma le colpe di questo crimine si perdono nel tempo: anche l’originale del ’73 si intitolava “The Crazies”, ed anche quello fu ribattezzato nello Stivale: “La Città..” eccetera eccetera.

Good news?

Tuesday, December 8th, 2009 by

A quanto sembra non siamo i soli a detestare i rititolamenti ad minchiam che ogni tanto compaiono anche qui sotto la categoria “but make me the pleasure“. Se ne sono accorti perfino a LaRepubblica, la riflessione che ne esce é una cosa che avevamo già notato: la parola “amore” é abusata nei titoli italiani, anche quando proprio non se ne vede la ragione … ma si sa, l’amore vince su tutto! Ultimo esempio qui.
Vi lascio l’articolo dove, se volete, potete anche decidere di votare il ritirolamento più imbecille, buon divertimento.

Come non detto

Monday, July 6th, 2009 by

Io l’avevo detto e nei commenti mi si ingannava lasciandomi la pia illusione che per una volta un film con titolo in inglese sarebbe stato lasciato immutato, senza violente traduzioni. Ci sbagliavamo amici miei.
Il divertentissimo The Boat that rocked, di cui appunto già s’é detto, é stato magistralmente rititolato I love Radio Rock.
Per carità, s’é visto di peggio, ma una semplice domanda avrei per i mai abbastanza odiati ri-titolisti italiani: che senso ha cambiare un titolo mantenendolo in lingua straniera? tanto valeva lasciare l’originale. O no?