Archive for the ‘fantastico’ Category

I fratelli Grimm e l’incantevole strega

Thursday, November 17th, 2005 by

Io vi do un consiglio: risparmiate questi euro, investiteli in un’altra pellicola, seriamente.
I Fratelli Grimm è un minestrone, ma di quelli che non son venuti bene, attaccaticci al fondo del pentolone, che sanno un po’ di bruciato.
L’idea è divertente: i due fratelli girano per la Germania dominata dai francesi disinfestando cittadine e paeselli dalla paura per i fantasmi messi in azione da loro stessi. Guadagnandosi il pane furbescamente.
Il minestrone diventa lungo e troppo variopinto dopo una mezz’oretta di pellicola. I nostri eroi scanzonati vengono investiti di un compito importante, svelare il mistero che regna dietro la scomparsa di alcune bambine in un villaggio sperduto, umidiccio e inospitale.
Da qui in poi i personaggi delle fiabe cascano dentro il film a valanga, in alcuni casi a sproposito, come se avessero fatto un elenco e li avessero buttati in campo a caso. Iniziano le scene più da “brivido”, si mescolano a scenette di semplice comicità.
E io mi sono chiesta che film stessi vedendo, comico? evocativo? una fiaba noir?
Non si capisce e non si capisce nemmeno perchè il tutto debba durare così a lungo.
La Bellucci, per gli estimatori, compare in poche scene, alla fine, chiudendo il film con poche emozioni ma restando di una bellezza imbarazzante.
Cattiveria: l’attrice italica recita in inglese, si vede dal labiale, ma in Italia è stata doppiata … non da se stessa. Qualcuno ha avuto pietà per le nostre orecchie. Grazie almeno di questo.

Cavaldi (a proposito della lingua tedesca):
Come potete parlare questa lingua? Ogni parola sembra un’esecuzione.

La fabbrica di cioccolato

Tuesday, September 27th, 2005 by

" Vedete cari bambini, ogni cosa in questa stanza è commestibile. Anche io sono commestibile. Questo però viene chiamato cannibalismo, miei cari ragazzi, ed è considerato disdicevole in molte società"

Mi sono fiondato a vedere Charlie and the Chocolate Factory appena uscito nei cinema, non tanto per il tipo di film, nè per fare un confronto con il precedente film degli anni 70 (Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato), tipicamente disneyano e di buoni sentimenti, natalizio, e quindi tutto sommato poco interessante, almeno per me.

A dir la verità ci sono andato solo per un atto di fiducia verso quello che considero una dei registi più geniali dei nostri anni, perchè tutto sommato sapevo che le atmosfere disneyane fiabesche sarebbero state in qualche modo “disturbate” dalla verve stridente e gotica di Tim Burton. Aspettativa che ovviamente non è stata delusa (anche se, per molti amanti del classico, sarà proprio questa una fonte di delusione)..

L’accoppiata, ormai di ferro, Burton/Depp non si smentisce mai, e la prima nota più stridente è proprio come è stato reso il personaggio di Willy Wonka: quasi uno psicotico,apparentemente sempre sull’orlo di una crisi di nervi dovuta a traumatiche esperienze con il padre tirannico e la famiglia inesistente. In ogni caso un personaggio molto sfumato, equivocabile in molti passaggi, che nasconde ben più di un’ombra, ma cerca comunque di fare la parte che gli è stata assegnata dagli eventi, ovvero quella del personaggio da fiaba per bambini, non sempre riuscendoci. Molto sullo stile di “ridi pagliaccio”. Sicuramente una ennesima ottima prova di Johnny Depp.

Il regista, in questo caso, è molto simile allo stesso personaggio di Willy Wonka, il classico inventore geniale,
isolato, incompreso e solo, che passa il tempo ad inventare nuove cose (soprattutto nuovi dolci) nei modi più incredibili, ma solo alcune invenzioni si dimostrano estremamente utili o positive, mentre altre sono inutili, altre futili, altre ancora nocive o addirittura ributtanti… Tim Burton è un po’ lo stesso del suo personaggio,
si lascia trasportare dalla fantasia sfrenata e dalle intuizioni geniali, ma solo a volte queste portano ad atmosfere sognanti di fiaba, mentre altre portano decise nel mondo del grottesco, nell’ironia stridente e dissacrante, per finire nel trash un po’ insensato (ma molto colorato ed accattivante), se non nel gotico, nell’orrore e nel ribrezzo. Tutto questo senza logica apparente, e senza soluzione di continuità, passando da un
eccesso all’altro, proprio come se le sue trovate geniali, fatte a fin di bene, gli sfuggissero di mano e dal controllo razionale. Un Burton all’ennesima potenza, direi…

Due altre cose possono valere la visione del film: gli Oompa-loompa, i nanetti che aiutano Wonka nella fabbrica di cioccolato e che sono artefici delle trovate più assurde e trash, nonchè quelle più geniali, e dei momenti più divertenti del film (molto contribuisce il fatto che siano tutti stati interpretati dallo stesso attore che, truccato in mille modi, uno più assurdo dell’altro, si è centuplicato sullo schermo grazie alla tecnica digitale).

Un altro buon motivo è l’ironia dissacrante che pervade tutto il film, altra caratteristica di ferro delle produzioni di Burton, e che si esplica in molte citazioni che i cinefili possono divertirsi a scovare. Una su tutte, esplicita, fin troppo facile da trovare, è la parodia di 2001 odissea nello spazio, in cui una tavoletta di cioccolato si trasforma nel monolite nero, con le scimmie che gli danzano attorno. Chissà se Kubrick sta apprezzando, o si sta rivoltando nella tomba?

Come dicevo al’inizio, l’autore è incrollabile e immutabile nel suo stile, sempre uguale fin dagli esordi, e gli si può dare cieca fiducia, chi lo ha già apprezzato in altri film probabilmente non resterà deluso…

Batman Begins

Thursday, July 14th, 2005 by

Batman è un personaggio di cui potrei discutere per ore. Ma cercherò di limitarmi. Tanto per cominciare, non esistono due interpretazioni uguali dell’uomo-pipistrello che è passato con sconvolgente facilità da violento giustiziere della notte a rassicurante supereroe per famiglie, da surreale fumettone pseudo-fantascientifico a icona televisiva pop, per tornare poi alle sue origini di vigilante gotico e infine approdare al Cavaliere Oscuro di Frank Miller. Inutile dire che, per il sottoscritto, Batman è e sarà sempre l’eroe solitario tenebroso, cupo e vendicativo. Tanto ossessionato dai suoi traumi e dalle sue paure da doverli nascondere dietro una maschera.

Perciò la prima cosa positiva di Batman Begins è la scomparsa di Robin e della visione paternalistico-edipica del Batman di Joel Schumacher. Qua si torna alle origini. Letteralmente. A cominciare dal bellissimo logo in metallo grezzo. E qua inizia il bello perchè all’inizio di tutto c’è una questione cruciale per ogni giustiziere che si rispetti. Sì perché è una bella cosa dire di lottare per la giustizia, ma la giustizia è un concetto astratto e tutto sommato relativo. Ciò che fa di una persona un criminale è la legge, ma se ti metti al di sopra della legge, come puoi distinguere l’onesto dal delinquente? Inoltre la legge può essere sbagliata o imperfetta o, a sua volta, ingiusta. Violare una legge sbagliata è da criminali o da eroi? Il paradosso del supereroe poteva essere affrontato solo da un personaggio ambiguo come Batman, uno che è più un vendicatore che un giustiziere. Infatti The Bat Man non combatte per la giustizia, combatte contro i demoni (suoi prima ancora che nostri) e le fobie individuali e collettive di una società malata. E qui la scelta del cattivo e delle sue armi cade a pennello.

Però.
Katie Holmes. Quando faceva la teenager stronza e capricciosa era adorabile, ma come assistente procuratore distrettuale è credibile almeno quanto Bruce Willis nelle vesti di una ballerina classica. E non è neppure lontanamente vicina alle donne fatali attratte dalla complicata e schizofrenica personalità di Batman. Anche considerando che si tratta di un Batman giovane e immaturo proprio non riesco a vederlo dietro una ragazzina, qualcuno gli faccia incontrare una Donna!
Christian Bale se la cava abbastanza bene, ma certo non è aiutato dalla presenza di un gigante come Michael Caine che, nella parte del mitico Alfred, gli ruba la scena anche quando non c’è.
Di questi tempi, è apprezzabile il ricorso minimo alla computer graphics, ma perchè rinunciare alle atmosfere gotiche tradizionali? E sostituire la batmobile con un specie di super Hummer corazzato con gli steroidi? (Sulla batmobile c’è un retroscena divertente. Apparentemente mentre giravano per le strade di Chicago è stata tamponata da un’altra macchina. L’autista, ubriaco, avrebbe detto di esserci andato addosso apposta credendo si trattasse di una astronave aliena!?). In una moderna metropoli uno che va in giro vestito da pipistrello è matto. A Gotham City è quasi normale. Così si sputtana tutta l’atmosfera del film senza un valido motivo. Un pò troppo lungo, soprattutto nel finale, ma ad ogni modo bentornato Cavaliere della Notte!

Curiosità: qualcuno si è divertito a calcolare quanto costerebbe diventare Batman. Siccome quasi tutta la tecnologia usata da Batman è commercialmente disponibile basterebbero appena un paio di milioni di dollari. Ma il patrimonio di Bruce Wayne è stimato a circa 6.3 miliardi di dollari, il che lo farebbe il 28esimo uomo più ricco d’America, subito dietro Rupert Murdoch. Questo spiega probabilmente perchè Bruce Wayne attira gnocca come una calamita.

Bats frighten me. It’s time my enemies share my dread.