Warning: call_user_func_array() expects parameter 1 to be a valid callback, no array or string given in /home/mhd-01/www.robsom.org/htdocs/lafabbricadeisogni/wp-includes/class-wp-hook.php on line 286

Archive for the ‘spionaggio’ Category

Skyfall

Thursday, November 15th, 2012 by

Volevo scrivere qualcosa su Skyfall, che ci siamo visti ieri sera, ma trovo che più o meno quello che volevo dire lo dice benissimo questo post su io9.
Non è, a diffenza di Casino Royale e Quantum of Solace, un brutto film: è tecnicamente fatto bene (le scene in Scozia sono stupende) e ha interessanti variazioni sul tema (Q, Moneypenny e una rinfrescante assenza di gadget, dopo anni di esagerazioni).
Ma si prende troppo sul serio, butta giù le cose con mano pesante (l’abbiamo capita la cosa edipica, finitela di chiamare M “mother” ogni 20 minuti), e la storia ha – come negli altri “nuovi Bond” – buchi colossali e scene buttate lì a caso. Comprese le scene di sesso, che a un certo punto potete anche fare a meno di farle se non vi viene in mente un modo decente di infilarle nella trama. Non è che muore nessuno se oltre a perdere il sense of humour e il gusto per i martini, James Bond si piglia anche un due di picche ogni tanto. Tanto a sto punto…

Well, it takes a certain type of woman to wear a backless dress with a Beretta 70 strapped to her thigh.

RED

Saturday, November 27th, 2010 by

Robsom: “Sento il bisogno di prendere a sberle qualcuno!
Io: “Andiamo al cinema, si vede RED, vedrai che aiuta.

E’ andata più o meno così che siamo finiti a vedere questo “sparatutto” tratto da un fumetto. Non ho mai sfogliato il fumetto, quindi non so quanto sia fedele, ma adesso son curiosa per cui lo verificherò.
Il film di per sè é una piacevole distrazione del mondo reale, una storia di ex CIA, i RED (retired extremely dangerous) che cercano di capire perchè qualcuno li vuole tutti morti. Un film ben fatto considerato il genere ormai molto sfruttato, con qualche effetto fumettesco, per esempio le cartoline introduzione delle diverse scene, molte piacevoli esagerazioni, parecchie battute ad effetto e un cast:

  • Bruce Willis, senza canotta d’ordinanza, ma sempre grandioso, quando fa l’innamorato é cosi “tenero”
  • John Malkovic, un pazzo meraviglioso, va in giro con un maialino rosa portapigiama
  • Morgan Freeman, vestito da generalissimo africano è spettacolare
  • Mary-Louise Parker, carina e svanita da morire, ovviamente finisce nei guai
  • Helen Mirren, la adoro, con quel suo modo così britannico di essere, immaginatevela in abito da sera lungo, bianco e … anfibi!
  • Karl Urban, direttamente da Star Trek, assai materassabile, anche quando Willis gli “riarreda” l’ufficio (e la faccia) a modo suo.
  • Come già detto: uno sparatutto ben fatto, potete aspettarlo in dvd naturalmente, ma se dovete scaricare una giornata pesante e non avete voglia di andare in palestra il cinema é li che vi aspetta.

    Marvin Boggs: Why are you trying to kill me?
    Frank Moses: Look, why would I be trying to kill you?
    Marvin Boggs: Because last time we met, I tried to kill you.
    Frank Moses: That was a long time ago.
    Marvin Boggs: Some people hold on to things like that.

    From Paris with Love

    Wednesday, May 5th, 2010 by

    ecco…mi sono appena visto “from paris with love”..
    travolta è fantastico!!
    travolta che fa il bruce willis è quasi meglio di bruce willis! perchè ha quel tocco in più di sana pazzia…decisamente un film piacevole e divertente!

    Das Leben der Anderen

    Saturday, March 31st, 2007 by

    Ovvero, Le vite degli altri, il vincitore dell’Oscar come miglior film straniero di quest’anno. E’ un inquietante quadro della vita nella Germania Est: lungo, lento, grigio, pesante. Non è un difetto. Voluto o meno che sia, l’effetto è di creare un’atmosfera opprimente che trasmette tutto il senso del film: lo squallore, la povertà, l’angosciante onnipresenza del Partito e della Polizia Segreta nella vita di ogni suddito cittadino della DDR.
    Basato su interviste a vittime ed ex-agenti della Stasi il film si concentra su una coppia di artisti di Berlino Est, messi sotto sorveglianza più per soddisfare un potente membro del Comitato Centrale del Partito che per effettiva “devianza” politica. Molto accurato nell’ambientazione e nei dettagli, a dieci minuti dall’inizio ci si ritrova dentro l’incubo orwelliano partorito da uno dei più rigidi regimi comunisti del dopoguerra.

    Ciò che stupisce, e continua a stupire nonostante l’ampia pubblicità data dopo il crollo della DDR, è l’estensione dell’organizzazione messa in campo per contrastare il “nemico imperialista”. La Stasi impiegava 100mila agenti, che significa quasi uno ogni 200 cittadini. Un numero spropositato. Un sistema folle, che teneva letteralmente sotto controllo ogni singolo individuo, riportando in lunghissimi, e presumibilmente noiosissimi, rapporti tutti i più minuscoli e insignificanti dettagli della vita di ognuno. La cosa ironica (la Storia, si sa, ha un gran senso dell’umorismo) è che l’apparente successo di questo immane sforzo e dispiegamento di risorse umane e materiali era la manifestazione più evidente del fallimento disastroso del sistema che si proponeva di proteggere. Ma alla fine c’e sempre una crepa da qualche parte. Aperta dalla potenza dell’Arte, magari, o solo dalla disillusione di chi ci credeva veramente.

    Gli immensi archivi in cui Georg si avventura alla fine possono apparire il pazzesco prodotto di una burocrazia impazzita, ma non sono un fossile o una curiosità storica. Non in tempi in cui si parla di Total Information Awareness come di una ragionevole (o necessaria) possibilità.

    Sai cosa diceva Lenin dell’Appassionata di Beethoven? “Se continuo ad ascoltarla non finirò la rivoluzione”.
    Può qualcuno che ha ascoltato, veramente ascoltato, questa musica essere davvero una cattiva persona?

    Casino Royale

    Saturday, January 27th, 2007 by

    L’avevo anticipato in altro blog, lo ribadisco qui: James Bond, famigliarmente da me chiamato James, biondo non può essere, tanto per cominciare.
    Inizierò però con quello che del film m’è piaciuto molto: musica innanzitutto. Come sempre la colonna sonora è di tutto rispetto, il tema è lo stesso da anni, ma ogni volta riesce ad essere arrangiato in maniera splendida, Chris Cornell ha fatto un ottimo brano, carico e intenso.
    La seconda cosa molto ben fatta è la scena iniziale in bianco e nero, la nascita del nuovo 007, fosse per me dovevano girare tutto il film così.
    Terza cosa, per maniaci della grafica, i titoli di testa, che trovate qui, mirini che diventano ruote di roulette, semi della carte da gioco che diventano mine e proiettili, una grande grafica (che si perde nel video di YouTube, bassa qualità, fidatevi). Roba da deviati, perdonatemi.
    Veniamo al punto cruciale, Daniel Craig, non posso negare che l’uomo abbia i suoi perchè, tra cui un invidiabile muscolatura, in totale esibizione in una scena parecchio violenta, ha occhi di ghiaccio e freddezza totale, una spia, non dico no, però non è Bond. Gli manca il lato cazzaro di Connery e il lato problematico di Brosnam, non è ironico, non sorride quasi mai, anche se devo concedergli un paio di battute divertenti. E’ una spia meno solare, più dura, decisamente violenta, seppur con un cuore.
    Uno come Craig te lo aspetti come il cattivo di un’avventura di Bond in definitiva, un cattivo sempre materassabile, sia chiaro. I soliti informati mi hanno raccontato che questo episodio vuole essere la ri-nascita di Bond, uno 007 con il vero carattere descritto da Fleming nei suoi romanzi, che ammetto di non conoscere, duro e meno esperto dei suoi predecessori su pellicola, infatti per esempio non indossa ancora abiti su misura e non sa decidere se vuole il vodka Martini agitato o mescolato. Forse sono io ad avere ormai una mia versione distorta di James Bond, però è una versione che gradisco.
    Concludendo: un buon action movie se volete distrarvi, ma non doubleoseven!

    Perchè non vi parlo delle bond girls? perchè se han voglia lo faranno i maschietti del blog, le fanciulle sono notevoli, ma al solito la mia preferita resta lei, fantastica.

    Vesper Lynd: Avrò qualche problema con lei, Mr. Bond?
    James Bond: No, non si preoccupi, non è il mio tipo.
    Vesper Lynd: Intelligente?
    James Bond: Single.