Come e’ gia’ capitato per alcuni miei precedenti post questa non sara’ una recensione vera e propria, quanto un consiglio spassionato. La recensione di questo film richiederebbe infatti ore di meditazione, di ricerca dei dettagli, richiederebbe una seconda visione del film stesso, richiederebbe la (ri)visione degli altri precedenti film dello stesso regista e anche la visione di tutti i film a cui e’ ispirato, quindi accettate il consiglio e fidatevi: andate a vedere Inglouriuos Basterds.
Tarantino ha fatto un film degno del successo di botteghino che sta avendo, almeno qui un UK. Un film in cui ci sono talmente tante citazioni musicali e cinematografiche che spero di andare a rivederlo per riuscire a coglierle. E’ nel suo stile violento e splatter per certi versi, comico e grottesco per altri, se non vi sono piaciuti Pulp Fiction e Kill Bill evitate ovviamente, diversamente che ci fate ancora li? Filate al cinema.
Qualcuno ha detto che il film e’ troppo lungo, io proprio non me ne sono accorta, troppo intenso. Consiglierei la visione in lingua originale perche’ Tarantino, tra l’altro, ha compiuto un miracolo su Brad Pitt, l’attore recita con un temibile accento del Tennessee, tanto difficile e pesante che la recensione della BBC suggerisce che potevano sottotitolare anche la sua parte! Infatti tutti i caratteri del film che non sono americani non sono tradotti ma sottotitolati (come quasi sempre in UK), per cui i nazisti parlano in tedesco, i francesi in francese … e quando Pitt deve fingersi italiano la sua parlata e’ meravigliosa! Non so davvero come potranno tradurre questo film, mi dispiace, meta’ della bellezza sta nel linguaggio certe volte. Converrete poi che gli ordini di un kapo nazista sentiti in lingua tedesca hanno tutto un altro suono, meta’ della paura che fanno deriva dalla durezza della lingua tedesca … una malattia della gola piu’ che una lingua.
Dicevo? ah, si, vedetelo in lingua originale se vi riesce.
Fate attenzione ad alcune manie tipiche di Tarantino: piedi di donna, ci sono sempre e sono piedi normali, femminili e visti da vicino, poi le donne di Tarantino, sempre vere, mai troppo giovani, reali insomma, bravo.
Aggiungerei la presenza dell’immancabile mexican standoff e la mania per girare con la telecamera vorticosamente intorno alla scena, da mal di stomaco imminente, la scena si “ferma” proprio un secondo prima che la nausea vi colga, malefico Tarantino!
I colori di certe sue scene sono cosi vivaci da ricordare certe locandine di B-movies degli anni 80, da godersi la scena finale nella regia del cinematografo, luci e colori da fumetto, un indimenticabile tono di rosso.
Infine l’idea che si dovesse lasciare ai nazisti sopravvissuti qualcosa che li rendesse riconoscibili come tali anche una volta tolta la divisa non e’ affatto male, nonostante la crudezza insostenibile del gesto.
Concludo, un po’ come disse Eco dopo aver scritto “Il nome della rosa”: “avevo voglia di assassinare un monaco“, secondo me Tarantino aveva voglia di uccidere un po’ di nazisti, dategli torto.
Lt. Aldo Raine: You probably heard we ain’t in the prisoner-takin’ business; we in the killin’ Nazi business. And cousin, Business is a-boomin’.