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Posts Tagged ‘John Malkovich’

RED

Saturday, November 27th, 2010 by

Robsom: “Sento il bisogno di prendere a sberle qualcuno!
Io: “Andiamo al cinema, si vede RED, vedrai che aiuta.

E’ andata più o meno così che siamo finiti a vedere questo “sparatutto” tratto da un fumetto. Non ho mai sfogliato il fumetto, quindi non so quanto sia fedele, ma adesso son curiosa per cui lo verificherò.
Il film di per sè é una piacevole distrazione del mondo reale, una storia di ex CIA, i RED (retired extremely dangerous) che cercano di capire perchè qualcuno li vuole tutti morti. Un film ben fatto considerato il genere ormai molto sfruttato, con qualche effetto fumettesco, per esempio le cartoline introduzione delle diverse scene, molte piacevoli esagerazioni, parecchie battute ad effetto e un cast:

  • Bruce Willis, senza canotta d’ordinanza, ma sempre grandioso, quando fa l’innamorato é cosi “tenero”
  • John Malkovic, un pazzo meraviglioso, va in giro con un maialino rosa portapigiama
  • Morgan Freeman, vestito da generalissimo africano è spettacolare
  • Mary-Louise Parker, carina e svanita da morire, ovviamente finisce nei guai
  • Helen Mirren, la adoro, con quel suo modo così britannico di essere, immaginatevela in abito da sera lungo, bianco e … anfibi!
  • Karl Urban, direttamente da Star Trek, assai materassabile, anche quando Willis gli “riarreda” l’ufficio (e la faccia) a modo suo.
  • Come già detto: uno sparatutto ben fatto, potete aspettarlo in dvd naturalmente, ma se dovete scaricare una giornata pesante e non avete voglia di andare in palestra il cinema é li che vi aspetta.

    Marvin Boggs: Why are you trying to kill me?
    Frank Moses: Look, why would I be trying to kill you?
    Marvin Boggs: Because last time we met, I tried to kill you.
    Frank Moses: That was a long time ago.
    Marvin Boggs: Some people hold on to things like that.

    Eragon

    Monday, December 25th, 2006 by

    Eragon: una serie di ottimi motivi per NON ANDARE A VEDERLO!!
    Ora, io sarò prevenuto perché ho letto il libro, ma…sarebbe stato carino che l’avessero letto anche il regista e gli sceneggiatori.
    Questo film è un oltraggio alle razze dei Nani, dei Draghi e…dei lettori di libri Fantasy. Non so quanti soldi abbiano dato a Christopher Paolini (per chi non lo sapesse, l’autore del libro da cui è tratto il film)per non far causa agli artefici di cotanto scempio ai danni del suo romanzo, bello per gli amanti del genrere, e di piacevole lettura.
    Diciamo che l’inizio non è male: il mio primo pensiero, all’incipit del film, è stato: “beh, sembra proprio fedele al libro..”. Quanto mi sbagliavo. Ma parliamo prima degli aspetti essenzialmente cinematografici…diciamo che questo film non vincerà di certo l’oscar per i costumi: io avevo un divano che assomigliava molto al gilet di Eragon, tanto per dirne una. Non vincerà l’oscar nemmeno per le scenografie…il villaggio di Carvahall è praticamente inesistente, non un’inquadratura, in tutto il film, che permetta di immaginarsi il paesello dove la storia ha inizio, solo inquadrature ravvicinate nelle quali si vede al massimo una parete per volta.
    Su tutte, terribile il palazzo di Galbatorix (un John Malkovich che passava di lì per caso…): credo si tratti di un monolocale. Infatti il re viene sempre ripreso o sul trono, o in piedi davanti ad esso, e soprattutto sempre dalla stessa prospettiva. Probabilmente i produttori avevano speso tutto il budget per i cachet di Malkovich e Irons (tra l’altro, una delle poche note piacevoli del film è il suo Brom, magari non del tutto fedele al personaggio del libro, ma per lo meno, piacevole) per potersi permettere delle scene degne di sto nome, e ci dobbiamo accontentare di qualche fondale messo là.
    Credo che sia appunto la mancanza di fondi che abbia spinto poi ai seguenti tagli: le orecchie di Arya, elfa, non sono a punta (suvvia, bastava un pochino di pongo!! 🙂 ); gli Urgali, che nel libro sono dei bestioni umanoidi dalla testa di ariete, nel film sono semplicemente una banda di energumeni pelati e incapaci di articolare una frase di senso compiuto: insomma, un club di buttafuori. Ma soprattutto..i NANI!! I Nani, fondatori della città di Tronjheim, amici di Eragon e valorosi combattenti..ecco, nel film, inconcepibilmente, non c’è un nano manco a pagarlo. La razza è stata completamente epurata dal film. Cosa ancora più assurda, uno dei personaggi principali del libro è appunto un nano, Orik. E i giochi politici tra i varden (i ribelli) ed i nani, in cui si trova catapultato Eragon, nel libro hanno un ruolo importantissimo, fondamentale quasi per lo sviluppo della trama. Nel film, tutto questo è castrato.
    Infine, credo che anche i Draghi possano risentirsi, vedendo questa pellicola…a parte che non s’è mai visto un drago con le ali PIUMATE…da che mondo (fantasy) è mondo, il drago ha le ali membranose, non “da Pegaso”…il curatore degli effetti speciali doveva aver le idee un po’ confuse..nel libro, Saphira (la dragonessa), è chiamata con l’appellativo “Squame di luce”, non piume di luce..mah. Ma la cosa peggiore è il doppiaggio. Inaccettabile. Sui titoli di coda: “la voce di Saphira è di Ilaria D’Amico”. A dir la verità, non sembrava nemmeno la sua voce: la D’Amico ha una voce profonda, che potrebbe essere indicata per una dragonessa..nel film, invece, voce da telefono erotico con colpevole accento romano: “Sciao….sono Safffira….” . Tra l’altro, cosa atroce: nel libro, è Eragon che DEVE trovare il nome per il suo drago, e c’è tutta una storia dietro…storia che nel film viene puntualmente banalizzata con la dragonessa che si presenta dicendo il suo nome.
    Potrei continuare con le pecche di questa pellicola ancora a lungo, ma rischio di rovinare la storia a chi non ha ancora visto il film e nonostante tutto abbia ancora voglia di vederlo (incoscienti!! Meritate davvero che vi bruci il finale!!! 🙂 ) e a chi non ha ancora letto il libro e voglia vederlo nonostante il film (bravi!! Non fatevi ingannare dalle apparenze!!!)
    Ma visto che non ce la faccio a laciar impuniti tutti i torti che gli sceneggiatori hanno fatto al libro, posterò a parte, tra i commenti, molte di queste atrocità. Se non v’importa di bruciarvi il film, se avete già letto il libro, passate pure al primo commento!!
    Altrimenti, fate quello che volete: leggete un buon libro, mangiate del buon cibo, bevete del buon alcool, guardate un bel film, ascoltate della buona musica…ma NON ANDATE AL CINEMA A VEDERE “ERAGON”!!!

    The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy

    Sunday, June 19th, 2005 by

    Trasportare in un film l’assurdo universo creato da Douglas Adams sembrerebbe impresa impossibile. Non solo non c’è una trama vera e propria (Adams stesso definì il suo romanzo “un lunga introduzione seguita da una improvvisa conclusione”), ma rappresentare sullo schermo tutte le cervellotiche, paradossali, surreali e sempre geniali trovate dei libri metterebbe alla prova perfino il più allucinato dei registi. The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy è uno di quei rari casi in cui il libro originale non è stato violentato dal film, in parte perchè Adams stesso ha lavorato alla sceneggiatura, in parte perchè è nato come spettacolo radio prima ancora che come libro e in parte perchè la storia è talmente vaga da essere un semplice pretesto per la più geniale parodia della fantascienza (ma non solo) che sia mai stata fatta. E il film è decisamente all’altezza, compensando con effetti speciali spettacolari (grandiosa la visita alla fabbrica di pianeti di Magrathea) le lunghe digressioni surreali di Adams, purtroppo impossibili da rendere sullo schermo.

    Alla ricerca della domanda alla risposta sulla Vita, l’Universo e Tutto Quanto (nonchè di una tazza di the decente), tra Presidenti Galattici fuori di teste, robot paranoici in depressione cronica, topi, delfini, astronavi improbabili (letteralmente), seguaci di strane religioni “nasali”, autostrade iperspaziali, fabbricanti di pianeti specializzati in fiordi, ottusi burocrati alieni dalla micidiale poesia e autostoppisti galattici guidati dal libro più immensamente utile di tutto l’Universo.

    Naturalmente non è solo una parodia dei luoghi comuni e degli stereotipi della fantascienza. E’ anche amore per i paradossi e i giochi di parole, e soprattutto satira sociale e di costume, come nella grande tradizione britannica di Lewis Carroll e P.G. Woodhouse. Sì, perchè il film (come il libro) andrebbe visto (letto) in lingua originale per poterne apprezzare in pieno le sfumature, le sottigliezze, i modi di dire, i giochi di parole, così tanto “inglesi” da dargli un’atmosfera tutta particolare che è un peccato perdere. Senza contare le bravissime voci di Stephen Fry (la Guida) e di Alan Rickman (Marvin il robot). Forse ci vuole un certo sforzo, anche se l’inglese del film è abbastanza facile, ma ne vale la pena.
    E poi, come dice la Guida: Don’t Panic!

    According to the Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, the best drink in the known universe is the Pan-Galactic Gargle Blaster. It has the effect of having your brains smashed out with a slice of lemon… wrapped around a large gold brick.