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Match Point

January 25th, 2006 by

Secondo alcuni Allen si può solo amare o odiare, niente vie di mezzo, forse è vero. Per chi ama uno dei registi più controversi dei nostri tempi questo è certo un capolavoro.
Molto british, inquietante, realistico, ironico senza farti ridere, con un ritmo in crescendo che forse inzia un po’ troppo lento.
Il nostro eroe cattivo, Chris Wilton, con cui si stringe un patto di simpatia da subito è un maestro di tennis, un perfetto J. Rhys-Meyers, che si infila senza problemi nella ricca vita famigliare degli Hewett in quel di Londra. Entra a far parte della loro serena vita fatta di cene costose, Cartier, maglioncini di vigogna, champagne e opera. Si invaghisce della sorella del suo iniziale allievo di tennis ed amico, diventa dipendente del padre di lei, la sposa. Fin qui tutto si svolge tra i campi da tennis in erba verdissima, ville di campagna piovose e battute di caccia alla quaglia. Poi arriva qualcosa a riportarci nella realtà di tutti, una strepitosa S. Johansson nei panni di Nola, irresistibile futura cognata dell’eroe cattivo.
Succede il pervedibile: invaghimento dei due, passione, tradimento, bugie, la tragedia finale.
Forse lo svolgimento sembrerà scontato letto in questa pagina, non lo è. Allen ci racconta magistralmente la difficoltà di assumersi le responsabilità delle proprie azioni, ci spiega come una volta raggiunto il successo è assai difficile scegliere di lasciarlo. Ci racconta di reali situazioni che tutti viviamo o vediamo vicino a noi: vite basate sull’inganno, sull’opportunismo, sulla finzione, con la freddezza di un giocatore di pocker professionista.
Allen ci fa sentire vicini al cattivo eroe, al punto che vorremmo se la cavasse, nonostante sia palese il suo errore, fino alla fine si resta indecisi, non si vorrebbe la fortuna gli girasse le spalle.
Allen ci mostra infatti come la fortuna nella vita conti più del talento, molto di più.
Il colpo da maestro è il finale, che non voglio svelarvi, ma tenete ben presente la scena inziale del film. Una pallina da tennis in volo dopo aver sfiorato la rete può cadere al di qua o al di là della rete stessa. Di qua si perde, di là si vince. Nella vita di Chris Wilton è la stessa cosa: un anello lanciato nel Tamigi può rimbalzare contro il parapetto e restare sulla balaustra dalla sua parte: il nostro eroe perderà o vincerà?
Da vedere.

Chris Wilton: Hai idea di che effetto hai sugli uomini?
Nola Rice: Pensano che io sia qualcosa di molto speciale.
Chris Wilton: E lo sei?
Nola Rice: Nessuno ha mai voluto i soldi indietro!

Note dell’autrice: d’ora in poi dovrò prenotare e pagare due posti in più al cinema perchè sempre più spesso mi capita di avere vicini molesti. Stavolta i due geniali vicini avevano decisamente sbagliato film, immagino avessero visto una scena sexy nei trailers e si erano convinti fosse un film più leggero e diverso, alla VacanzediNatale, temo. A parte il fatto che la bocca di S. Johansson può lottare in sensualità con quella della Joile, certi sguardi poi lasciano senza fiato, ma non tutti sono capaci di emozionarsi e/o eccitarsi per uno sguardo, troppo complicato immagino. Detto ciò: prenoterò una sala intera la prossima volta, avere vicini che mangiano tre mastelloni di pop-corn, escono durante la proiezione per prendere cola e caramelle, ridono dove non c’è da ridere e urlano, è troppo per una cinefila come me, troppo, troppo. Che nervi.

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5 Responses to “Match Point”

  1. yash says:

    …sarà per quello che sempre più gente di prende l’home theatre… perchè le sale sono sempre più piene di idioti?
    Comunque sono troppo d’accordo, un film da vedere 😉

  2. robsom says:

    poterselo permettere un home theatre come dico io……. 🙁

  3. […] qualcosa di geniale, di profondo, di ridicolo, di esagerato, di provocatorio, lasciano il tempo di pensare e ti fanno capire certe cose o te ne fanno vedere altre che non avevi mai considerato. Per questo […]

  4. […] forse un caso atipico, perchè ho conosciuto Woody Allen di recente, nei suoi film che sicuramente non sono campioni di risata, ma al contrario mostrano uno spirito ben più […]

  5. […] spunti filosofici, oppure lo possiamo guardare come un film ben fatto, non memorabile come Match Point, ma godibilissimo, pieno delle immancabili battute fulminanti di Allen. Hobie: You feel like we […]