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An Inconvenient Truth

January 5th, 2007 by

Due dei più grandi problemi della scienza moderna sono la scarsa capacità di comunicare con il pubblico e la suscettibilità a farsi manipolare dalla politica. Sono due problemi strettamente collegati e potenzialmente molto pericolosi. Hanno creato nodi politico-sociali-scientifici praticamente irresolubili su questioni grandi e piccole (ma di sicuro impatto emotivo) della ricerca scientifica attuale: elettrosmog, uranio impoverito, cellule staminali e biotecnologie, evoluzione biologica e, per l’appunto, cambiamenti climatici. Il tentativo di superare questi problemi, informando in modo corretto e relativamente rigorose il pubblico, e di rompere posizioni che sono ormai diventate trincee ideologiche è quindi molto importante e degno di attenzione.
E qui arriva Mr. Al Gore, senatore ed ex-vicepresidente degli Stati Uniti, bda tempo impegnato su questioni cosidette ambientali, a prendere per le corna una delle questioni più politicizzate degli ultimi 20 anni. Che sia un modo per lanciare un attacco trasversale all’amministrazione Bush non c’è da dubitarne, ma questo non vuol dire che non si possa fare lo stesso un lavoro onesto e bilanciato (d’altra parte per smentire un bugiardo patologico basta non allontanarsi troppo dalla verità :)).

Come testimoniato dagli esperti, Gore se la cava bene e costruisce, da bravo avvocato, un buon caso con solide prove e testimoni attendibili. Inframmezzando la discussione scientifica con elementi della sua vita privata (raccontati con voce pensosa e compresa) e confermando la sua fama di uomo politico più prolisso e letale del mondo dopo Castro e Prodi, riesce quasi a sfuggire alla facile accusa di cercare di sfruttare la polemica per cercare di tornare sulla cima della politica americana. Scivola su alcuni facili colpi a effetto (SARS??? Come on!), ma evita la trappola del catastrofismo e, per essere un politico, dimostra di conoscere la scienza e capire di cosa sta parlando, cosa molto rara.

Se si chiude con una idea molto più chiara e precisa di quello che sta succedendo a questo pianeta, non si può però non vedere che il problema principale è proprio lui, Al Gore. Perchè quest’uomo non è un politico qualunque, ma è uno che per ben otto anni è stato il secondo uomo più potente del pianeta.
E allora, Al, dieci e lode per l’impegno, ma tra il 1993 e il 2001 che stavi facendo?

If we do the right thing, then we are going to create a lot of wealth and we are going to create a lot of jobs, because doing the right thing moves us forward.

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